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Perché i Cancelli Automatici non sono più sicuri

Perché i Cancelli Automatici non sono più sicuri?

Sono anni che si fanno dibattiti su come sia assurdo far finta di niente quando si verifica un gravissimo incidente che coinvolge la morte di una bambina o di una persona anziana schiacciata all’improvviso sotto un cancello automatico. Decreti legge e dibattiti nei talk show, definiscono fallimenti ed insuccessi di un Italia che non sa difendere i suoi cittadini, incuranti della manutenzione persino della porta principale del proprio condominio o della propria abitazione privata. E’ lo Stato Italiano che non sa difendere i propri cittadini o siamo noi stessi che non lo vogliamo?



Vogliamo incentrare il focus dell'articolo sul fatto se sia l'Italia che viene additata come un paese poco sicuro, o se la colpa è proprio nostra che trascuriamo persino la nostra porta di casa, quella più importante: L’accesso. Cosa dobbiamo fare moralmente per migliorarci, in un paese che continua a “cadere” a pezzi ?

Aspettiamo ancora qualche disgrazia, poi si vede … ?

Qualsiasi cittadino italiano è al corrente che in altre nazioni del mondo, anche in quelle meno industrializzate della nostra bella Italia, esistono delle “regole” che sono rispettate ed applicate scupolosamente da tutti. Prendiamo ad esempio la nostra bella Campania. Nessuno sa che per motivi “socio-culturali” la nostra regione ha visto negli ultimi trent’anni l’installazione massiva di Cancelli Automatici per niente a Norma e per nulla “Sicuri”, molto più imponente rispetto a tutte le altri regioni d’Italia. Perché?



La costante percezione di dover difendersi ad ogni costo, qui più che altrove dagli attacchi della delinquenza, ha visto spuntare come funghi, cancelli enormi privi di qualsiasi sicurezza. L’importante era semplicemente barricarsi nelle aziende, nei condomini e nelle abitazioni private, facendo installare dei cancelli alti e pesanti, privi di certificazioni di conformità, privi di un piano per regolamentare la manutenzione programmata e cosa più assurda non senza mai richiedere la “certificazione della classe di provenienza dei materiali ferrosi utilizzati” da parte dei fabbri, ancor più grave, l’iniquità di elettricisti ed installatori improvvisati che a basso prezzo continuano impeccabilmente ad installare gli impianti senza rilasciare una “Copertura Assicurativa” obbligatoria per legge che accorda con la “Clausola Postuma da Installazione”, la certezza di essere risarciti quando si verificano questi gravi incidenti.

Quanti di noi hanno un Cancello Automatico “Assicurato”?

La mancanza di controllo del territorio, del personale addetto, la scarsità delle attrezzature e la privazione di tecnologia, non consente al nostro paese di garantire la sicurezza ai cittadini, neanche quando si è in casa propria. Ma la paura non dovrebbe portare a reagire in modo costruttivo? Inutili battibecchi in tv, inutili dibattiti in parlamento, inutile chiacchiericcio nei bar o agli angoli delle strade… si inutili! Perché è solo con questo termine che si può definire “la consapevolezza di aver bisogno di sicurezza e di protezione, senza fare assolutamente nulla per attivarsi.

Cambiamo il “modo di pensare”!

Ogni anno si registrano tanti di quegli incidenti causati da cancelli abbandonati, obsoleti e deteriorati. Tutti privi di qualsiasi Sicurezza. Le cause principali si riassumono in una pessima costruzione delle componenti meccaniche oltre che elettroniche, a favore di un prezzo più basso e nella mancata manutenzione negli anni successivi all’installazione. Questo naturalmente vale sia per i vecchi che per i nuovi. Non ci si sente sicuri! Un grido quasi unanime di chi non vorrebbe convivere con la paura di subire eventi del genere.



Da ciò che abbiamo appena affermato, notiamo dunque che la maggioranza delle persone sa bene cosa dovrebbe fare per aumentare la propria incolumità ma non lo fa. Inoltre è perfettamente cosciente di non vivere in un luogo sicuro e ciò gli fa enormemente paura, soprattutto se è la propria abitazione a non essere sicura.

E se a livello comunitario non si riesce a farlo, perché non proteggiamo le nostre famiglie da soli? Non servono armi, serve solo installare un Cancello Sicuro, Certificato a Norma di Sicurezza, con una Copertura Assicurativa ed un piando di Manutenzione Programmata, semplicemente contattando quelle “aziende serie e specializzate del settore”.

E’ nei luoghi dove spesso si forma il chiacchiericcio che si viene a conoscenza che un altro bambino è stato schiacciato dal cancello di casa, o che un anziano signore ha perso la vita perché il cancello scorrevole è uscito dal binario travolgendolo mentre strappava via le erbacce circostanti all’area di apertura e chiusura del cancello automatico..



Chi ci dà la notizia del giorno è il genitore fuori scuola, l’insegnate incontrato nel bar sotto casa, e proprio in quel momento ci assale una serie di pensieri: “Dove è successo? Chi è? La conosco quella persona che stata uccisa dal cancello?” Personalmente, sentendo parlare di cancelli che cadono, cancelli che uccidono, cancelli che schiacciano vite umane mi viene in mente l’immagine del cancello di casa, di quello posto all’ingresso della scuola di mio figlio, di quello del parco comunale o della palestra dove abitualmente si reca mia moglie.



Cerco di trovare connessioni con la notizia appena appresa, di fare una analisi mentale dei cancelli che di solito oltrepasso ogni giorno, per capire se ciò che è accaduto è in un posto lontano dal mio, se si trattava di una persona che conosco, possa accadere proprio li a casa mia e se a farne le spese sotto al cancello possa esserci proprio mio figlio.

Quindi la “Colpa è del cancello”? oppure “nostra”?

Non sono solito dare la colpa alle cose, per quanto possa essere automatizzato e sembrare vivo perché mobile, un cancello resta sempre un oggetto. La colpa di questo tipo di incidenti è da addebitare alla mancata manutenzione dei cancelli, dalle normative vigenti che puntualmente non vengono mai rispettate, dal tentativo fortuito di credere che proprio da li … sia necessario risparmiare soldi. Sono le persone ad avere tutte queste mancanze e non bisogna attendere che avvenga l’ennesimo incidente per capire di chi è la colpa. E’ caduto il cancello della scuola certo, la responsabilità è del comune certo, quel bimbo è stato schiacciato dal cancello della villa del vicino certo, la responsabilità è del vicino… ma siamo proprio sicuri di non essere noi in prima persona ad essere i responsabili di tutto ciò?

Capire di chi è la responsabilità della mancata manutenzione di un cancello è una questione legale e va lasciata alle autorità competenti. Ciò che deve essere il compito di ogni cittadino è di denunciare, informando le autorità, avvisarli in tempo di aver constatato che uno dei cancelli automatici che quotidianamente vediamo utilizzare a scuola non è a Norma di Sicurezza, di farsi valere nel chiedere il rilascio della copertura assicurativa ed accertarsi che la manutenzione sia realmente eseguita nel corso del tempo. Certo la manutenzione è obbligatoria. Ma per quale motivo? Perché il ferro, diversamente da quello che si crede, è una materia viva, che si dilata e che si restringe con il caldo e con il freddo. Anche in modo impercettibile, quei piccoli millesimi di dilatazione o di restringimento, senza essere posti a manutenzione, provocano il cedimento strutturale di un cancello, manco a farlo apposta proprio mentre i nostri figli stanno giocando nel parco, vicino al Cancello Automatico adiacente a quella piccola area verde, dove per “assurdo” il pallone era andato a finire.

Solo se ci facciamo un esame di coscienza e ci attiviamo in prima persona, assicurandoci realmente che la porta principale di accesso alle nostre case sia sicura, potremo non sentirci più responsabili di fronte all’ennesima notizia di una persona morta, a causa di un cancello nato killer dalle origini. Solo monitorando costantemente da buon padre di famiglia ciò che è nel nostro raggio d’azione, potremo garantire maggiore sicurezza a noi stessi e ai nostri familiari, ma anche alla comunità intera… quando sarebbe stato il caso di farlo in anticipo. Probabilmente, il caffè al bar del giorno seguente, avrebbe di sicuro un gusto più dolce, anche per chi lo preferisce amaro.